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Erling Håland

Erling Braut Håland è uno di quei nomi del nord difficilmente riconoscibili e memorizabili se si è uno sconosciuto; magari incontrato in qualche pub di Oslo. Per Erling invece non è così, perché il ragazzone nato nel 2000 (esatto proprio così) sta facendo parlare di sé da inizio stagione. Erling Braut Håland nasce a Leeds perché suo padre, Alf-Inge Håland, giocava in quegli anni nella città inglese. Figlio d’arte, è da subito condizionato dal lavoro del padre, a tal punto da diventare quasi una vera e propria mania.  Inizia a giocare nelle giovanili del Bryne, club norvegese e cittadina che si affaccia sul Mar del Nord. Arriva prestissimo in prima squadra, già nel 2016, con cui gioca 16 partite e retrocedendo in seconda divisione a fine anno. In quella estate il Molde si fa avanti e lo acquista.

"Quest'anno sono cresciuto solo di cinque centimetri. L'anno scorso sono cresciuto di 11-12 centimetri"
Erling Braut Håland

E’ sicuro di sé il ragazzo, che ha iniziato a sviluppare anche il suo fisico e che dimostra di possedere audacia e determinazione in campo e sopratutto fuori. Il Molde inizialmente lo lancia nelle riserve e solo dopo due mesi dall’inizio del campionato lo fa esordire con la sua nuova maglia. Entra dalla panchina e si dimostra affidabile, ma ancora non è esploso tutto il suo istinto killer che tutti noi conosciamo, nonostante i 10-12 chili di muscoli messi in quella frazione temporale.  La prima stagione di Eliteserien termina così con 14 presenze 2 goal e un assist. Nel 2018 arriva la completa maturazione, ed ha ancora 18 anni, ma l’altezza, la forza fisica e l’istinto del bomber di razza gli permette di giocare in scoltezza nella massima serie norvegese. Nella stagione 2018 con il Molde raggiunge le 25 presenze condite da 12 goal e 4 assist in soli sei mesi.

"La prima volta che si è presentato a Molde non pensavo che fosse tutto questo. Ma poi si è sviluppato in un modo che non ho mai visto in tutta la mia vita. È più forte e veloce di quanto sembri - è una bestia. ”
Ruben Gabrielsen
Difensore del Molde

Non a caso a Molde lo chiamavano “The manchild” un sopranome che rispecchiava la grandezza di quel giovane uomo. Nel mercato di riparazione, dopo il grande inizio in Norvegia, arrivano le attenzioni di numerosi club europei tra cui Juventus e Bayer Leverkusen ma sceglie Salisburgo e la grande tradizione della società di scovare giovani talenti in tutte le parti d’Europa.

"Sono stato ovviamente lusingato dal fatto che la Juventus fosse interessata, ma ho pensato che fosse troppo presto per andarci. Salisburgo era il club più adatto a me ed erano quelli che mi volevano di più. C'è una maggiore possibilità di giocare qui.”
Erling Braut Håland

L’obbiettivo di Erling Braut Håland è il sogno di molti giovani calciatori: diventare il più forte al mondo. Per questo si è anche associato a Mino Raiola, ed insieme a lui ha deciso di cambiare il suo nome da Håland ad Haaland. Nella seconda parte del campionato austriaco gioca solamente 2 partite, acquisendo esperienza dai più accreditati Dabbur e Minamino. Con la partenza del primo verso Siviglia poi, gli si sono aperte le porte della formazione titolare. La notorietà però arriva in una partita di under-20 tra Norvegia e Hoduras dove riesce a segnare 9 goal. E’ un uragano. Nessuno evidentemente si aspetta l’impato che avrà da lì a poco tempo. In Bundesliga austriaca è praticamente immarcabile. All’attivo ha 11 presenze, 12 goal e 8 assist. In Champions League invece il suo bottino è “leggermente” inferiore: 4 presenze e 7 goal. Ribadiamo, stiamo parlando di un classe 2000.

"È un grande giocatore ma ancora più importante per me è che è un grande giovane. Si presenta ogni giorno, lavora sodo e non dà nulla per scontato. Dà tutto per i suoi compagni di squadra ogni giorno e lo fa sempre con un sorriso."
Jesse Marsch
Allenatore del Salisburgo

Questo però non abbassa le sue ambizioni. Vorrebbe inizialmente raggiungere e superare le presenze da professionista di suo padre (ferme a quota 181). Un suo sogno sarebbe anche vincere la Premier League con il Leeds, squadra per cui tifa fin da bambino, ed infine vuole diventare il giocatore più importante al mondo, già come detto precedentemente: questo ultimo punto, viste le premesse, può non essere così impossibile se continua su questa strada.

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