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Gaetano Castrovilli

Gaetano Castrovilli è da tempo su piazza ma si sta ritagliando numerosi spazi di giornali dopo le buone prestazioni messe in atto con la Fiorentina in Serie A. Nato a Canosa di Puglia il 17 febbraio 1997 inizia a giocare nell’ASD Minervino fin da bambino. Portato nelle giovanili del Bari dopo averlo osservato in un torneo, Castrovilli vive momenti difficili in famiglia che gli fecero pensare anche di lasciare il calcio.

"Stavo per smettere e lasciare tutto, vedevo la mia famiglia in difficoltà. Zio Nimbo, che mi accompagnava in auto ogni giorno da Minervino a Bari, e mister Gigi Nicassio mi hanno detto di non mollare. Mio nonno Gaetano mi ha sempre detto che avrei dovuto fare il calciatore e ho fatto bene ad ascoltarlo"
Gaetano Castrovilli

Queste parole risultano lontane ma piene di significato adesso più che allora. E’ stato un sacrificio, ora ben ripagato, ma non privo di ostacoli per la strada da casa a Bari dove faceva gli allenamenti con la squadra. Nella sua testa poi c’è anche la passione per il ballo. La danza, dice, gli facilita gli spostamenti in campo, rendendolo più dinamico e reattivo. Giocare nel Bari, per quella maglia, è motivo di orgoglio. La trafila con le giovanili, superato quel blocco mentale che lo frenavano anche sul campo, va avanti senza problemi. Gioca il Viareggio e successivamente, nella stagione 2014-15, esordisce con la prima squadra in Serie B.

"Mio nonno Gaetano era tifosissimo del Bari. Avverare un suo sogno è stato qualcosa di emozionante per me, lui sarebbe impazzito nel vedermi indossare quella maglia. Penso che mi abbia guardato da lassù. Oggi gli direi che darò tutto per lui e la famiglia. Lui mi risponderebbe di stringere i denti e andare avanti così"
Gaetano Castrovilli

L’anno seguente gioca ancora con la primavera, ma è la stagione 2016-17 che le attenzioni del club si fanno sempre più insistente. Arrivano le convocazioni e con queste anche le partite. Gioca una gara di Coppa Italia e 10 partite di Serie B di cui una anche da titolare. Ormai è solo questione di tempo prima che una società di categoria superiore si interessi a lui. Così fa la Fiorentina che nel mercato di riparazione lo acquista. A luiglio 2017 poi il prestito alla Cremonese a farsi le ossa e proseguire verso la strada della maturazione. Il club Viola osserva i suoi atteggiamenti sia dentro che fuori dal campo. E’ un ragazzo semplice, che in partita dà tutto se stesso.

"L’esperienza alla Cremonese, sin dal primo anno, è stata fondamentale. Ho cercato di perfezionarmi sotto ogni punto di vista, questo grazie anche all’aiuto dei compagni, della società e dell’allenatore. Mi sento migliorato nel modo di stare in campo, nella capacità di ragionare palla al piede oltre che nel capire quando è l’attimo della giocata. Il mio compagno di squadra Croce mi ha detto che in alcune movenze gli ricordo Kakà."
Gaetano Castrovilli

Passa due anni molto importanti alla Cremonese. Gioca 26 partite il prima anno, e altre 26 il secondo. Non è un goleador, ma comunque riesce a farne 4 nella stagione 2018-19. La Fiorentina finalmente decide di lasciarlo in squadra consapevole di avere tra le mani un diamante grezzo. Probabilmente non si aspettavano neanche i dirigenti, e l’allenatore, che potesse rivelarsi fondamentale già dalle prime partite di Serie A. Al momento ha saltato solamente una gara, giocandone 13 e facendo 3 goal con 2 assist. In odor di nazionale ormai, fatto che lo rende orgoglioso e felice. Il pensiero però resta umile e torna ai momenti difficili passati da bambino, quando non avrebbe mai immaginato di poter firmare un giorno un contratto da professionista, e giocare contro i migliori calciatori del paese.

"Non c’è pericolo che cambi: vengo dalla strada e non intendo rovinarmi la reputazione per quattro soldi in più. Arrivo da una famiglia di lavoratori, gente semplice che mi ha insegnato a tenere i piedi per terra sempre, anche se la ruota inizia girare veloce e per il verso giusto."
Gaetano Castrovilli

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