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Sean Longstaff

Sean Longstaff nasce a Newcastle il 30 ottobre del 1997. Cresciuto in una famiglia di sportivi, anche il fratello Matthew è un calciatore e gioca nelle giovanili del Newcastle United. Il padre di Longstaff invece è stato un giocatore professionista di hockey, ed è tutt’ora un allenatore in questo sport. Sean cresce quindi in una situazione familiare agiata, nella piccola cittadina di North Shields, ad una decina di chilometri dalla città. Fin da giovane tifoso delle magpies, la prima partita vista allo stadio è stata con lo zio e suo cugino. Tutto questo è ricordato con piacere da Sean, al suo debutto con la prima squadra.

"La mia prima partita a guardare il Newcastle è stata con mio zio e mio cugino, e adesso è come se fossimo tornati in quegli anni; lui e suo figlio sono lì, a guardarmi mentre gioco".
Sean Longstaff

Il cammino del giovane Longstaff però è irto di pericoli e di lunghi stop dovuti ad infortuni, più o meno gravi, che ne hanno interrotto la carriera; seppur per qualche mese. Nell’academy del Newcastle United compie tutta la trafila arrivando così a ridosso della seconda squadra, con una formazione fisica buona, e una qualità tecnica da limare: gioca la prima parte di stagione 2016-17 portando a casa 11 presenze, 6 goal e 3 assist nella Premier League 2. La dirigenza del club decide quindi di mandarlo in prestito in Scozia, precisamente al Kilmarnock. Qui gioca le restanti gare, 16 partite e 3 goal, giocando principalmente da centrocampista centrale. L’anno successivo è importante per la sua formazione come calciatore. Il Blackpool si interessa di lui, prelevandolo i n prestito secco annuale, e lo fa giocare praticamente in tutte le partite della League One: 42 presenze, 8 goal e 5 assist, spostandolo nelle ultime partite sulla linea della trequarti. Fu un banco di prova molto importante per Longstaff, e un anno di maturazione che lo porterà di li a poco a solcare il campo della sua città. Come in tutte le belle storie però, c’è sempre un evento che da inizio a tutto, e questo evento fondamentale è diventato per lui l’infortunio di Shelvey: sarebbe dovuto andare infatti in prestito al Portsmouth, ed era già tutto fatto, quando viene chiamato da Benitez.

"Per me andare nell'ufficio del direttore, quando in quel momento pensavo di dover uscire in prestito, e sentirmi dire: 'No, no. Penso che tu debba restare e allenarti con noi.' Questo mi ha dato una forte spinta e fiducia".
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E così è stato. E’ rimasto, ed è entrato in punta di piedi nella formazione titolare della squadra di cui è sempre stato tifoso. Un grande traguardo, arrivato al suo culmine il 26 dicembre 2018 nella partita persa contro il Liverpool. In quella stagione arriverà a giocare 9 partite, offrendo ottime prestazioni e diventando, già dalle sue prime apparizioni, il beniamino dei tifosi. Purtroppo a marzo è arrivato anche l’infortunio, che ne ha bloccato il processo di crescita, ma la sua notorietà a livello nazionale non è stata intaccata. Infatti gli apprezzamenti da parte dei manager continuano ad arrivare per tutto il calciomercato, e con essi anche diverse richieste di informazioni per il suo cartellino. E’ ancora presto per lui lasciare casa, e i suoi tifosi, dopo solo un anno di Premier League. Nella nuova stagione appena iniziata è sempre lì, nel centro del campo, a lottare per quella maglia tanto cercata e finalmente indossata.

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